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IMPERIALE REAL CASA
DOBRYNIA

SOGGETTO DI DIRITTO PUBBLICO INTERNAZIONALE

SOVEREIGN ORDER OF SAINT JOHN OF JERUSALEM - RUSSIANS KNIGHTS OF MALTA - O.S.J. + R.M.
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A.D. 1099

Il primo dei grandi ordini cavallereschi sorti in funzione delle crociate fu quello degli Ospitalieri di San Giovanni. Molto prima che Goffredo di Buglione mettesse piede in terrasanta, i mercanti amalfitani erano riusciti ad ottenere dal califfo fatimita d’Egitto, pagando un contributo annuo, il permesso di edificare in Gerusalemme una chiesa ed un ospedale, luogo d’asilo e di assistenza ai pellegrini. L’ospedale è in piena funzione sotto la direzione di un monaco amalfitano, alla data della conquista e della successiva costituzione del regno latino di Gerusalemme, retto da Goffredo di Buglione. Il monaco si chiama Gerardo de Sasso ed è in odore di santità per essere prodigiosamente scampato alla pena capitale, avendolo i mussulmani accusato di avere lanciato pane ai crociati affamati dalle mura durante l’assedio. La gente lo chiama beato Gerardo. Sarà lui ad istituzionalizzare la mansione di soccorso ai pellegrini costituendo una confraternita religiosa che si chiama Ordine Ospitaliero di San Giovanni in Gerusalemme (1099). Non basta però prendersi cura dei pellegrini; bisogna proteggerli dalla furia dei saraceni. Così, nel giro di venti anni, da uomini di carità e di fede quali erano, gli ospitalieri diventano guerrieri. E’ il successore del beato Gerardo, fra’ Raimondo de Puy, secondo gran maestro, a trasformare l’Ordine in un’organizzazione militare. Considerate le loro origini, i cavalieri di San Giovanni adottano come insegna la croce amalfitana ad otto punte, che simbolizzano tra l’altro le beatitudini della fede. Lo stendardo è rosso, la croce bianca. I mantelli sono neri. Ben presto gli arabi, dopo averne conosciuto l’impeto in battaglia, li chiameranno con reverenziale timore gli “uomini neri”. La loro fama assume proporzioni leggendarie, al par di quella dei templari. Pian piano l’illusione del Santo Sepolcro va sgretolandosi, Gerusalemme sarà ripresa, poi definitivamente perduta nel 1244. Nel 1271 la più leggendaria delle fortezze l’immenso Krak dei cavalieri, tenuto dagli Ospitalieri, cade.

La morsa mussulmana va irrimediabilmente stringendosi. Poche centinaia di ospitalieri, templari e teutonici, si arroccano ad Acri, sulla costa, per permettere alla popolazione superstite d’imbarcarsi per l’Europa. Il gran maestro degli Ospitalieri Giovanni de Villiers è tra i superstiti imbarcati sulle navi perché feriti e inabili al combattimento. Porta le sue insegne a Cipro dove s’insedia provvisoriamente. Molti altri Cavalieri, invece, furono costretti a cercare rifugio nei Patriarcati Russi, e furono benevolmente accolti dalla Casa Granducale di Mosca e Kiev, dai principi Dobryniani di Galizia. La prima conquista degli Ospitalieri tornati in armi è l’isola di Rodi, dove si stabiliscono in forze. Avvalendosi poi della consulenza di esperti architetti navali genovesi, approntano una flotta di agili galere, con le quali s’impossessano di Lero, Cos, Nisiro, Calchi, Limonia, Castelrosso e numerose altre isole dell’Egeo. Le fortune dei cavalieri di San Giovanni, divenuti ora di Rodi, sono da questo momento affidate al mare, sia per quanto riguarda i commerci che per quella che rimane la loro crociata permanente, rivolta soprattutto a contrastare la marineria turca e la pirateria barbaresca. Carlo V metterà a disposizione degli Ospetalieri cattolici Malta, per cui si riprenderà il dominio del Mediterraneo. Sarà Napoleone Bonaparte, per impossessarsi dei loro tesori, ad infrangere nel 1798 la secolare neutralità degli Ospitalieri nei confronti di ogni nazione d’Europa. La repubblica francese, a quella data non riconosceva l’Ordine. Il gran maestro Ferdinand von Hompesch ordina una difesa simbolica contro le flotte napoleoniche, poi, dopo le prime cannonate la resa. Napoleone sbarca e depreda nel giro di poche ore le case dell’Ordine. La presa di Malta da parte di Napoleone rimane tra gli episodi meno chiari della storia dell’Ordine.

sample image sample image L’Ordine così frantumato nelle sue otto Lingue e nei vari Priorati, comincia dunque a disperdersi in ogni parte del mondo. Un ramo di esso da Trieste passa a Roma, riorganizzandosi nel noto S.M.O.M. Altri Cavalieri trovarono rifugio in Russia (1797-98) sotto la protezione dello zar Paolo I, Gran Maestro dell’Ordine (carica che tenne sino alla sua uccisione). Vennero così a costituirsi nuove branche scismatiche di Priorati Russi. Intanto, però, continuava a sopravvivere, mai perduta, quella branca anteriore del Malta Russo raccoltasi dapprima intorno al Granduca Ivan il Grande, Alto Protettore dei Cavalieri neri biancocrociati. Con l’unione matrimoniale (A.D. 1472) fra Zoè (Sofia) Paleologo, nipote di Costantino XI Paleologo, ultimo imperatore di Bisanzio e Ivan III Velichy (il Grande) Granduca di Russia, vari gruppi superstiti di altri Ordini di Cavalieri d’Oriente vengono assorbiti dalla Casa di Russia, come per esempio la leggendaria Militia Aurata Costantiniana, e comincia altresì ad organizzarsi un primo Priorato di Russia ortodosso di quei Cavalieri Joanniti accolti in passato dalla Casa di Mosca e Kiev, che già intorno al 1500 ca. assumerà forza e caratteristiche ben peculiari sotto l’Alto Protettorato (de facto) dello zar Ivan III il Grande.